See the lonely boy
Out on the weekend
Trying to make it pay
Can’t relate to joy
He tries to speak and
Can’t begin to say

[spotify https://open.spotify.com/track/7DqktFsRwJa0XDFPMjV1xJ] Cantina Bolzano, Trentino Alto Adige, etichetta in tedesco e poi in italiano, un affronto facilmente perdonabile una volta stappata la bottiglia. Un Gewurtztraminer che gira nella grande distribuzione con un prezzo attorno agli 8€ a bottiglia. Come tutti i Gewurtztraminer ha un profumo intenso, dolce e acido allo stesso tempo. Al naso ricorda immediatamente la frutta fresca, appena raccolta: mela, pera e qualche nota di melone. All’assaggio Il Gewurtztraminer di Cantina Bolzano è estremamente avvolgente e vellutato sul palato, con un’acidità quasi vicino allo zero. Esattamente quello ti aspetti da lui. Se non fosse per una leggera, ma sensibile, salinità, chiudendo gli occhi si potrebbe quasi pensare di bere un vino dolce.

Sembra tutto rientrare in una noiosa normalità senza alcuna particolarità accentuata. Perché tra i 281 milioni di ettolitri di vino che vengono bevuti ogni anno nel mondo questa bottiglia da 0,75 litri comprata all’Esselunga dovrebbe meritare una menzione? Quali caratteristiche organolettiche ha perché sia degna di una raccomandazione?

Probabilmente nessuna, o forse tantissime, ma io non sono un Sommelier e fare una critica specialistica di questo vino non è l’obiettivo di questo articolo.

La vera domanda è: perché e quando bere questo vino?

Il Gewurtztraminer non è un vino facile in sé, è un bianco che chiudendo gli occhi sembra un rosso. Al palato è avvolgente e forte con una prevalente dolcezza che lo rende irresistibile. Per quanto questo vino sia indicato in abbinamento con pesci grassi crudi come il salmone e sia perfetto per un primo appuntamento a base di sushi, penso che il meglio di sé lo dia nel dopocena, magari da soli, quando emerge inarrestabile un bisogno introspettivo.

Una caratteristica per nulla scontata e che non molti vini possono vantare.

È il momento di alzarti dal divano, prendere la bottiglia dalla cantina, osservare l’etichetta e iniziare a immaginare in che viaggi mentali ti porterà quel vino. Avviati verso la credenza per prendere il calice, apri il primo cassetto a destra della cucina per trovare il cavatappi.

Il “pop” del tappo che viene estratto dal vetro e lo scroscio del vino versato nel calice sono solo il preludio di una serata malinconica, una sorta di innesco verso un’ipnosi vinicola profonda.

Raggiungi il giradischi e fai partire Harvest di Neil Young. Bevi un sorso di vino e mettiti comodo con la testa appoggiata all’indietro, guarda verso il cielo con lo sguardo perso in un universo immaginario fatto di supernove e nane rosse. Spingiti più lontano a ogni sorso. Alfa Centauri è la prima tappa nella costellazione del Centauro. Bicchiere dopo bicchiere aumentano gli anni luce tra te e la realtà. Raggiungi Betelgeuse, rossa come il fuoco dell’amore. Supera Cassiopea e perditi tra le braccia delle Sette Sorelle, le  Pleiadi. Calati verso un buio sempre più profondo fino al buco nero del tuo inconscio.

Il Gewurtztraminer di Cantina Bolzano può fare tutto questo perché è uno “special one”, un vino che può essere talentuoso solista di una serata con se stessi. Non ha paura di non avere un accompagnamento all’altezza, dei clarinetti afoni o dei violini scordati. Semplicemente non necessita di un’orchestra fottutamenta brava a sorreggerlo.

È un vino in grado di indurre uno stato di profonda ricerca all’interno del proprio inconscio, capace di isolarti dai rumori di fondo della tua mente e liberarti dalla trappola emotiva in cui spesso cadiamo.

 

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