Chi ha detto che l’arrampicata è un’attività solo per i climber più esperti? Nessuno. Facendomi bastare questa semplice risposta e con l’entusiasmo di chi ha appena finito di guardare The Dawn Wall su Netflix, comincia la mia avventura in verticale per conoscere la montagna sotto un aspetto diverso dai soliti percorsi di trekking. La palestra prescelta per questo debutto da climber alle prime armi è una bella falesia all’imbocco della Val D’Adige, a sole due ore da Milano. 

PLACCA DEL FORTE, INFO UTILI:

  • Parcheggio: presso monumento ai caduti;
  • Tempo avvicinamento: 15-20 minuti;
  • Difficoltà: da 4b a 7b;
  • Numero vie: 33;
  • Altitudine: 420m;
  • Esposizione: sud-est;
  • Tipo roccia: Calcare grigio, prevalentemente placca;

Placca del Forte: informazioni pratiche

L’arrampicata alla Placca del Forte, posizionata proprio sotto all’antico Forte San Marco e a picco sulla Val d’Adige, è l’ideale sia per chi vuole provare il brivido di scalare la sua prima falesia sia per gli arrampicatori più esperti alla ricerca di una parete dai gradi più o meno impegnativi. La falesia presenta infatti un totale di 33 vie in cui mettersi alla prova con gradi di tutti i gusti, che vanno dalle tre vie più semplici di difficoltà 4b fino a vie sempre più tecniche che arrivano a un massimo di 7b. L’ottimo calcare grigio della placca presenta buone fessure che permettono di posizionare con facilità le protezioni mobili agli split ed è la soluzione perfetta per arrampicare nelle mezze stagioni o nei tardi pomeriggi estivi. 

Come arrivare alla falesia

Il consiglio è quello di parcheggiare l’auto nel centro di Lubiara, nei pressi del monumento dei caduti. Da qui basta imboccare la via tra la casa rosa e l’immagine votiva fino alla strada sterrata e prendere poi la destra. Dopo due minuti di cammino si devia a sinistra per un sentiero dissestato. Dopo dieci minuti di percorso in salita si arriva a un bivio, dove va preso un sentiero secondario sulla sinistra che si addentra nel bosco e sbuca sulla dorsale in vista della Val d’Adige. Tenendo il Forte San Marco sulla destra e aguzzando un po’ la vista per seguire gli ometti sulla traccia che scende in direzione della valle lungo il ghiaione, si arriva alla falesia. In alternativa si può anche aggirare il forte da destra e scendere da quel lato per un sentiero più agevole.

Il Forte San Marco

Quando il Tommy Caldwell che è in voi (o con voi) ne avrà avuto abbastanza di arrampicare, il consiglio è quello di non lasciarsi scappare una visita al Forte San Marco, posto proprio sulla sommità della parete di roccia. La visuale è garantita perché spazia a 360° sulla valle, regalando ampi panorami sul Monte Baldo e sulle colline che degradano verso il Lago di Garda.

Sebbene tutto il veronese sia ricco di rocche e fortificazioni risalenti al passaggio degli austriaci, il Forte San Marco si differenzia perché è il solo della zona ad essere stato costruito dall’esercito del Regno d’Italia negli anni successivi alla dominazione asburgica, precisamente tra il 1888 e il 1913. Il forte militare è davvero imponente e non sarà difficile perdersi tra stanze, corridoi, cortili, scale e passaggi segreti. Ma ad affascinare maggiormente è lo stato di abbandono in cui versa, che ne fa un luogo ideale per chi è sensibile al richiamo dell’urbex. 

Se tutto questo movimento vi ha messo appetito e non siete alla ricerca di esperienze particolarmente raffinate, non vi resta che concludere la giornata alla locanda Al Platano, a Caprino Veronese, proprio lungo la strada del ritorno. Qui potrete gustare un semplice panino o una delle proposte del giorno accolti dalla simpatia del venetissimo titolare, sempre sorridente ed efficiente, magari all’ombra bellissimo platano nel giardino dietro al locale.

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