Un viaggio in Islanda non può dirsi completo se non si prevede nell’itinerario una sosta a Landmannalaugar, dove l’arte incontra la natura (o viceversa).

Il surrealismo dei colori di Landmannalaugar è paragonabile soltanto all’atmosfera incredibile delle Rainbow Mountains in Perù o all’espressionismo di un quadro di Van Gogh. Come un’opera del maestro olandese, infatti, le fantasie cromatiche della natura in questo angolo dell’interno islandese riescono a lacerarti l’anima a prima vista.

Dal villaggio di Hella un pullman di montagna collega il campo base del trekking del Laugarvegur in circa due ore, affrontando una lunga strada bianca e uno sterrato impegnativo che prevede un paio di guadi e numerosi sballottamenti.

IL CAMPO BASE

Il campo base di Landmannalaugar è una gioia per ogni amante del wild. Incastonato tra montagne dai colori pastello è il punto di ritrovo di tutti gli escursionisti e avventurieri che zaino in spalla e tenda, si apprestano ad esplorare la zona a piedi. Un posto ideale per riconciliarsi con la natura.

Le cime frastagliate attorno alle tende accampate sono aguzze, ma con altitudini dolci. Il paesaggio è polare e vulcanico. Tra i detriti glaciali si fanno largo, a macchie, solo muschi e licheni, mentre qua e là resistono perenni i nevai bianchi. Nell’aria l’odore acre dello zolfo, riportato in superficie dagli sbuffi di vapore che risalgono tra le fessure delle nere rocce laviche.

Uno scuolabus in stile Into the Wild svolge la funzione di mini market, dove è possibile riempire di provviste gli zaini prima di incamminarsi sui sentieri di questa regione che più che un’area geografica è un essere vivente.

A completare il quadro già fin qui sensazionale, ci pensa la pozza d’acqua termale che sgorga dalle rocce, sul margine della piana che ospita il campo base. Una passerella in legno aiuta ad entrare in acqua e non c’è niente di meglio che scambiarsi opinioni e racconti con gli altri escursionisti coccolati dal calore naturale della terra d’Islanda.

IL TREKKING PIU’ BELLO DEL MONDO

Il Trekking del Laugarvegun, uno dei più belli d’Europa, si articola in quattro tappe di indimenticabile bellezza che potete affrontare in tenda oppure pernottando presso i rifugi.

Nel caso optiate per la tenda vi consiglio di attrezzarvi con materiali tecnici di qualità dato che la temperatura anche in estate può scendere sotto lo zero, mentre se preferite il rifugio, vi conviene prenotare con largo anticipo soprattutto in alta stagione.

Il trekking va affrontato con una preparazione fisica sufficiente e delle attrezzature four seasons. Il dislivello non è dilaniante, ma quello che può risultare logorante lungo le tappe dell’escursione sono i cambiamenti climatici imprevedibili di questa zona. Il meteo può cambiare repentinamente, potrebbe perfino iniziare a nevicare ad agosto ed è per questo necessario essere dotati di abbigliamenti impermeabili e ricambi asciutti per la notte. Da tenere in considerazione anche i guadi dei fiumi glaciali. E’ importante affrontarli al mattino presto, quando non sono ancora ingrossati dal disgelo dei ghiacci e dalle piogge.

Giorno 1

Arrivate al campo base, concedetevi un bagno presso il fiume termale, se necessario rifornitevi presso il bus-market e partite per il rifugio Hrafntinnusker, raggiungibile in 4-5 ore di cammino e situato sul punto più alto dell’altopiano, circondato dalle nevi perenni e coronato dai mille colori delle tende accampate al riparo dei muretti di ossidiana che proteggono i bivacchi dal forte vento.

Lungo il percorso i nevai abbracciano i macigni lavici di roccia grezza e ruvida, eruttati centinaia di anni fa.

E’ necessario partire con scorte d’acqua sufficienti, poiché quella che incontrerete sulla via potrebbe essere contaminata dallo zolfo del sottosuolo.

Giorno 2

Il secondo giorno vi attende una lunga e emozionante discesa. Dal Hrafntinnusker si scende per circa 4 ore fino all’indimenticabile lago Alftavatn nella cosiddetta “Oasi Verde”, una piana di praterie che scollina fino al lago, circondato dalle vette aguzze, ma solitarie, tra cui si incanalano i torrenti glaciali che scendono verso il fondo valle.

Anche qui troverete un rifugio con possibilità di pernottamento in tenda e consigli utili per affrontare le tappe successive.

Giorno 3

Il terzo giorno il verde dell’oasi dell’Alftavatn lascia il posto al nero del deserto vulcanico. In tutto 6-7 ore di cammino con il ghiacciaio Entujokull sulla sinistra ad accompagnare gli escursionisti e le montagne del Hatefell sulla destra dove, in pura tradizione islandese, si narra abitino elfi e altri personaggi del “mondo nascosto”.

Vicino al rifugio Emstrur troverete anche un bellissimo canyon da visitare prima di coricarsi per recuperare le energie in vista dell’ultima tappa.

Giorno 4

L’ultimo giorno di cammino va dall’Emstrur a Thorsmork e prevede, nelle 6 ore di cammino, l’attraversamento di un ponte sospeso, unico attraversamento sul fiume Fremri-Emstrua, e la discesa lunga la valle di Thorsmork.

CONSIGLI UTILI

Quando affrontai il trekking le condizioni meteo erano difficili. La pioggia, seppur debole, mi ha accompagnato per tutto il percorso. Ho pernottato in tenda e questa ha reso ancora più estrema l’esperienza. Nei rifugi, comunque, ho sempre trovato uno spazietto per appendere i vestiti e le scarpe bagnati per poterli ritrovare vagamente asciutti al mattino dopo.

Relazionatevi sempre con gli altri escursionisti e i rifugisti per avere informazioni utili sui guadi e sulle condizioni climatiche e stato della neve delle tappe successive.

COME ARRIVARE A LANDMANNALAUGAR

Landmannalaugar è ben servita dai pullman di montagna, che partono tutti i giorni da Hella, oppure si può raggiungere con un 4×4. La strada bianca che porta al campo base prevede diversi guadi.

E voi, ci siete stati o ci andrete?

 

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