E’ straordinario come certi luoghi su questa Terra ti facciano accapponare la pelle e venire il magone, e ti spingano a fare un girotondo su te stesso come per abbracciarli. Quei posti dove fermarsi, spegnere il cervello e godersi una birra celebrativa auto battendosi una mano sulla spalla. 

Uno di quei posti è a due passi da casa mia, sopra il bellissimo Lago di Como (o meglio, sopra il ramo di Lecco) proprio su quei monti descritti dal Manzoni in apertura de “I Promessi sposi”, e a prima vista non sembra neanche appartenere a questo pianeta. Quando giungi in cima alla Grigna Meridionale a 2177 m sembra più di essere allunati che di aver scalato una montagna.

La via Cermenati, il sentiero n° 7, parte da dietro il Rifugio Carlo Porta ai Piani dei Resinelli, proprio sopra Lecco, e sale dritta per 900 metri di dislivello senza perdersi in giri complicati. Là sopra c’è la vetta e per direttissima la si raggiunge, con una salita senza tregue che sopra i 1600 metri prevede diversi passaggi su neve.

Dopo un’ora e 45 di camminata si imbocca l’ultimo canalone molto ripido. E’ l’ultima fatica, arrivati in fondo si prende verso destra dove una via attrezzata con catene aiuta a superare l’ultimo dosso con ripidi strapiombi su entrambi i lati, ma altrettanti panorami straordinari.

Sfoglia la gallery (foto scattate con Activeon CX Gold)

E’ alla fine di questo tratto che ti compare di fronte il Bivacco Ferrario con la sua forma del tutto simile a LEM dell’Apollo 11, a rievocare le sensazioni dei primi uomini sulla Luna. Sicuramente Neil Armstrong sotto alla tuta spaziale ebbe la pelle d’oca e si sarebbe fatto mille selfie con la GoPro o l’ActiveOn se avesse potuto (ce lo vedo: Neil sulla Luna con selfie stick nella mano destra e una birra nella sinistra).

Dentro al modulo lunare una stanzetta spoglia, con solo una candela a illuminare l’interno e 4 oblò per osservare le Alpi dai 4 punti cardinali.

Sì, la notte ha fatto dannatamente freddo, ho dormito con due sacchi a pelo, quello da zero gradi non è stato sufficiente nonostante il pile, la giacca, i calzettoni e il cappello. Ho dovuto abbinarci un sacco a pelo primaverile che non ha comunque fermato qualche spiffero. Ma al mattino, messo il muso fuori dal bivacco, le prime luci dell’alba mi hanno regalato dei momenti di incredibile emozione. Vedere il video per credere (Ah, mettete in HD per godere al meglio delle immagini).

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