Gli italiani hanno espresso il loro voto nel segreto delle urne elettorali facendo emergere un risultato tutt’altro che definitivo. Da quanto emerso, risulta plausibile un governo di centro destra con Matteo Salvini, della Lega, premier.
Senza perdere tempo in analisi demoscopico-politiche, che lascio volentieri all’highlander Enrico Mentana (in diretta con la sua #maratonamentana da 13 ore in questo momento), per poter preparare il prima possibile la valigia e il passaporto per una eventuale fuga a tempo indeterminato. In caso di un governo a base Lega state pronti a viaggiare leggeri per una di queste destinazioni.

#10 posti dove scappare se Matteo Salvini va al governo:

#1. KATSKHI PILLAR

Primo aereo per Tbilisi e poi autostop fino al Katskhi Pillar, un pilastro di roccia su cui è stato costruito un monastero quasi irraggiungibile.

#2. TONLE SAP – CAMBOGIA

Il Tonle Sap è un lago immenso nel centro della Cambogia dove sorgono diversi villaggi galleggianti che vivono nel totale isolamento, a circa 3 ore di barca da qualsiasi forma di civiltà. Veramente consigliato.

#3. ALTOPIANO DEL PAMIR – TAGIKISTAN


Questo altopiano si trova in Tagikistan e ha un’altitudine compresa mediamente tra i 3000 e i 4000 metri slm. Qui si affacciano alcune delle montagne più alte del pianeta di oltre 7000 metri. Il peggio sarà convivere con le capre bevendone il latte crudo in qualche valle sperduta, ma non dovrete ascoltarne le idee.

#4. SOCOTRA – YEMEN


Un’isola delle meraviglie nel mezzo del mar Arabico. Con lo Yemen nel caos, i collegamenti con l’isola sono complicatissimi, ma a maggior ragione raggiungerla può diventare una piacevolissima via crucis per espiare le colpe delle ultime elezioni.

#5. ISOLE KERGUELEN

Fanno parte dei Territori Australi Francesi nel mezzo dell’Oceano Indiano a una latitudine quasi polare. Nonostante la natura aspra e inospitale di questo luogo le leggi sull’immigrazione sono sicuramente più accoglienti di quelle leghiste. I più motivati possono provare a insegnare ai pinguini a salutare con il pugno chiuso.

#6. SIBERIA


Una terra sconfinata. Partite senza destinazione in modo che sarà difficile rintracciarvi. Il freddo intenso e la neve che ovatta tutti i rumori, fermeranno anche gli echi più persistenti di “Padroni a casa nostra”.

#7. QEQERTARSUATSIAAT – GROENLOANDIA

E’ talmente difficile da leggere che la maggior parte degli analfabeti funzionali italiani non potrà mai veramente capire dove vi trovate. Non so dirvi esattamente chi sia il Premier groenlandese e quali siano le sue politiche, ma so di certo che è un Pulcinella di Mare.

#8. MONGOLIA


Il deserto mongolo può mettere ansia a molti con i suoi spazi immensi e l’assenza di segnale telefonico/internet. Ma il sollievo dello svegliarsi al mattino, uscire dalla propria tenda e convincersi che la Lega al governo potrebbe essere stato solo un brutto incubo sarà sempre maggiore dei discomfort.

#9. GROTTE DI KONGLOR – LAOS

Delle immense grotte del Laos possono essere un rifugio estremamente rassicurante, come una sorta di ritorno all’utero materno. Il buio profondo negli antri più remoti delle caverne sarà nulla in confronto al buio presente in certi cervelli.

#10. SURINAME

Beh, il Suriname è bellissimo, andateci e basta.

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