Di tutto quello che vi può capitare in un viaggio in Giappone, i ricordi più belli e indelebili riguarderanno senza ombra di dubbio le esperienze culinarie. 

Mangiare in Giappone è un’avventura folle sotto diversi punti di vista a partire dalle difficoltà linguistiche per arrivare alla bizzarria dei sapori nipponici. Tralasciando l’argomento “Sushi” che merita un capitolo tutto per sé, la strada del gusto nel paese del sol levante è un viaggio nel viaggio in cui lasciarsi sorprendere dalle tappe più improbabili, perdersi nei gusti più improbabili, districarsi tra menù incomprensibili agli occidentali e “ansiare” nell’attesa di scoprire cosa si è ordinato!

PROBLEMI LINGUISTICI

Appena atterrati in Giappone vi renderete presto conto che a parte nei luoghi intensamente turistici, le indicazioni in doppia lingua sono un lusso a cui, però, vorrete rinunciare presto. Per fortuna fuori dalle grandi città l’assenza di indicazioni in inglese rende l’esperienza nipponica una vera e propria avventura. Uscite dall’aeroporto e ficcatevi nel primo ramen-ya (negozio di ramen) che vi capita a tiro, scegliendolo in base alla quantità di impeccabili, impassibili, ma affamati colletti bianchi giapponesi al suo interno all’ora di pranzo. Una volta dentro prendete un bel respiro, avvicinatevi alla macchinetta automatica per le ordinazioni, infilate le banconote e premete dei pulsanti a caso. Inizia il viaggio!

RAMEN

Non si può lasciare il Giappone senza aver provato il Ramen, anzi è quasi impossibile non assaggiarlo. Il Ramen è il piatto nazionale in tutto il paese e nonostante le diverse varianti regionali si può trovare su tutte e tre le isole (più Shikoku, per i più precisi). Per i giapponesi è la prima scelta quando si parla di un pasto seduti a pranzo e l’atmosfera in un ramen-ya è da fumetto, con gli avventori seduti al bancone con cuochi sull’altro lato a cuocere i noodles freschi e librerie ricolme di manga da leggere pranzando.

La ricetta varia parecchio da regione a regione e la tipologia degli spaghetti varia dai tipici spaghetti cinesi agli Udon, un tipo di pasta più spesso, ma di base si possono ordinare in brodo o asciutti da condire con abbondante salsa di soia e vengono accompagnati da carne di maiale, alghe e kamaboko. Nelle versioni più montane si possono trovare dentro anche verdure e funghi. Una variante interessante tipica dell’isola sono i Soba (che io ho assaggiato sull’isola di Shikoku), spaghetti di grano saraceno.

Ah, tra un manga e l’altro, il cuoco vi servirà una seconda porzione gratis se urlerete: “Kaedama!”, felice che stiate apprezzando il suo piatto.

STREETFOOD GIAPPONESE

Non c’è niente di più autentico in Giappone dello streetfood, dei chioschetti gastronomici che danno direttamente sulla strada, quelli che ti attirano per l’odore e per lo spettacolo d’arte culinaria dei suoi gestori all’opera. Uno più bello dell’altro, accomunati dalla stranezza dei loro prodotti, solleticano il palato solo alla vista. Immancabili gli appuntamenti con i Takoyaki, polpette di polpo in pastella e i Gyoza (detto gyozaaaaaaa) che con la a molto lunga in puro stile nipponico sembrano più una mossa di karate che dei ravioli di carne. Ma anche con la Tempura, la tipica frittura giapponese molto leggera, da mangiare con chili e chili di ravanello tritato e salsa di soia.

Anche le uova sono un ingrediente spesso presente nella cucina del Sol Levante e sono diverse le frittate nei ricettacoli dello streetfood giapponese. Gli Okonomiyaki sono decisamente la ricetta più tipica, una sorta di frittata agrodolce ripiena di spaghetti.

Non da meno, però, i Nigiri ripieni a sorpresa. Le palle di riso non sono solo ripiene di pesce crudo, ma possono essere abbinate anche a verdure, cipolle ad esempio, e uova. E, come tutto in Giappone, sono giganti.

DOLCI

I giapponesi non hanno una vera e propria tradizione in fatto di dolci e parte qualche ricetta d’importazione, la cucina nipponica ha un menù dessert da film dell’orrore. Se avete improvviso bisogno di far riposare il palato dai sapori salati dopo i pasti cercate qualche bancarella nella via principale della città e potrete fare degli incontri con delle specialità assai bizzarre.

Quelli che potrebbero sembrarvi delle frittelle tonde ricoperte di glassa e infilate sullo spiedo sono in realtà i Mitarashi Dango, una specie di gnocchi di riso glutinoso ricoperti di uno sciroppo di salsa di soia.

Avete addocchiato tra le via di Tokyo una bancarella che offre dolci pastellati a forma di carpa? Niente di più figo da raccontare, ma attenti il ripieno è a base di fagioli dolci. Sono i Taiyaki, una torta con lo stesso impasto dei pancake e ripiena di anko, fagioli zuccherati per l’appunto di cui i giapponesi sembrano andare matti. Tra le (dis)avventure a base di anko che vi possono capitare, infatti, c’è perfino il gelato (soft icecream) tipicamente disponibile in due gusti: vaniglia e fagioli dolci!

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