Dopo l’Hot Pot di via Paolo Sarpi, il mio personale viaggio milanese alla scoperta della cucina cinese mi ha portato in viale Porpora, zona piazzale Loreto, dove si trova Mao Hunan, il ristorante cinese di cui tutti parlano a Milano.

Mao Hunan è una dedica gastronomica a Mao Tse Tung. Tra una coltelleria e un fruttivendolo di viale Porpora, l’insegna sbiadita con la scritta “Gelateria” non invita molto ad entrare, ma dopo un’attesa di 2 settimane (questo il tempo necessario per trovare un tavolo libero), posso sbilanciarmi nell’affermare che forse siamo di fronte alla migliore cucina cinese di Milano.

Mao Hunan conta 3 salette piuttosto piccole e pochi coperti. L’arredo è tipico cinese e un po’ ovunque sono posizionati degli omaggi a Mao Tse Tung: ritratti murali, un mezzobusto, poster propagandistici, perfino l’intestazione del menù è un mezzo foglio A3 con il grande dittatore in prima piano.

La cucina è quella tipica dello Sichuan, una regione della Cina centrale, più vicina alla Birmania e al Tibet che a Pechino. Il menù prevede piatti classici e piatti più caratteristici dello Sichuan, ma anche delle particolarità che finiscono sotto alla voce “Specialità che non scegliereste mai (ma le mettiamo ugualmente)”, con orecchie di maiale brasate in salsa di soia, polmone di manzo a fette e altre stranezze.

I PIATTI

I Ravioli al vapore di gamberi, uovo e verdure aprono la cena in grande stile. Il classicone della cucina cinese non può mancare tra gli antipasti ed è un significativo metro di paragone per definire la qualità del posto. Si può dire che i ravioli sono ottimi, i sapori sono delicati e l’impasto è sottile e morbido.
Il servizio prosegue, con i giusti tempi, con il riso saltato con patate croccanti, anch’esso buono come entrée.
Il protagonista della serata è la scodella di gamberi un piatto piccante a base di peperoncino, porro e germogli di soia, che però sa rispettare la delicatezza del gambero. La piccantezza è in qualche modo raffinata con dei toni agrodolci e nel complesso è un piatto verace che fa venire voglia di svuotare la scodella.

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LE SORPRESE DI MAO HUNAN

Le grandi sorprese della serata, però, non sono state né i ravioli né la scodella di gamberi, per quanto entrambi buonissimi, ma i contorni: fagottini di melanzane in salsa della casa e il Tofu di Mapo.
Non avrei mai pensato di potermi esaltare per un piatto di insignificante tofu, ma il Tofu di Mapo è stata la rivelazione della serata. Un piatto da acquolina in bocca, il tofu saporito e ben legato con i condimenti, piccante il giusto. Accompagnandolo con una ciotola di riso bianco, si trasforma in un piatto vegetariano vero e proprio. Le melanzane, fritte, semplicemente golose.

C’è un motivo se tutta Milano parla di Mao Hunan, se la lista d’attesa è lunghissima e se la maggior parte dei clienti è cinese: è buonissimo. Ancora una volta la cucina cinese ci conferma che gli standard a cui eravamo abituati (il cibo unto, l’odore di fritto addosso quando si esce e il classico menù con il riso cantonese) verranno completamente ridefiniti nel futuro prossimo, lasciando spazio a una gastronomia più tipica e regionale, a una gamma di sapori che per noi occidentali restano ancora inesplorati.

Ah dimenticavo: il conto, per tutto quanto elencato in precedenza e 2 birre da 66 cl è stato di 41 euro in due, più che in onesto per l’abbondanza dei piatti e per la loro qualità.

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DOVE SI TROVA MAO HUNAN A MILANO

Il ristorante cinese Mao Hunan si trova in via Nicola Antonio Porpora 5 a Milano a soli 200 metri da piazzale Loreto. Si può raggiungere facilmente con la metropolitana scendendo alla fermata Loreto, mentre per chi si muove in macchina vi sono ampie possibilità di parcheggio.

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